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Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri

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Pagamento telematico diritti di copia

In attuazione all'art. 5 del Codice dell'Amministrazione Digitale del D.L. 179/2012, come convertito in legge, il Ministero della giustizia permette, tra gli altri servizi, il pagamento telematico dei diritti di copia attraverso la piattaforma PagoPA.

La funzionalità è disponibile sul Portale dei servizi telematici http://pst.giustizia.it

L’attestazione di avvenuto pagamento è costituita dalla Ricevuta Telematica (RT).il cui originale è memorizzato nei sistemi informatici di Giustizia mentre una copia, in formato pdf, viene fornita al soggetto pagatore.

Ogni pagamento è caratterizzato da un Identificativo Univoco (sequenza alfanumerica di 35 caratteri) che ne permette l’individuazione all’interno dell’archivio pagamenti.

Per poter considerare valido il pagamento, l’articolazione dell’Ufficio che ha ricevuto dal pagatore la copia della Ricevuta Telematica verificherà la presenza della RT (nonché la correttezza della causale) all'interno del sistema e procederà quindi all'annullamento della RT in modo che questa non possa più essere usata in altri contesti.

Effettuata tale operazione sarà possibile trasmettere al soggetto pagatore le copie richieste attraverso posta certificata.

Con nota protocollo 8933.U del 6 marzo 2023 la Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati ha fornito indicazioni di dettaglio per l'accettazione dei pagamenti e l'annullo dei diritti di copia.

In risposta ad un quesito, il Ministero ha emanato il Provvedimento del 21 febbraio, con il quale ha ricostruito l’ambito di applicazione dell’art. 196 del Testo unico sulle spese di giustizia. La formulazione letterale della norma, novellata dall’art. 13 comma 1 lett. f del D.lgs. n. 149/2022, scrive via Arenula, prevede che il diritto di copia, il diritto di certificato e le spese per le notificazioni a richiesta d’ufficio, nel processo civile siano corrisposti tramite la piattaforma tecnologica prevista dal codice dell’amministrazione digitale. Non solo la formulazione letterale, ma anche la collocazione sistematica della citata norma, (inserita al Capo II, parte VI, Titolo II del T.U. dedicato al pagamento dei diritti nel processo civile), confermerebbe, secondo il Ministero, che l’obbligo di utilizzo di Pago PA sia circoscritto ai procedimenti civili.

La mancata menzione del processo penale, all’interno dell’art. 196 TUSG, fa propendere dunque per la non obbligatorietà, in detta sede, dello strumento di pagamento telematico.

In ambito penale, seppur non obbligatorio, l’uso di PagoPa è comunque consentito dal Ministero, come già stabilito nella nota prot. DOG 13550.U del 20 aprile 2020, (richiamata dal Provvedimento del 21 febbraio 2023), con cui la Direzione generale aveva reso noto che “In attuazione all’art. 5 del Codice dell’Amministrazione digitale e del D.L. n. 179/2012 come convertito in legge, il Ministero della Giustizia permette, tra gli altri servizi, il pagamento telematico dei diritti di copia” anche nel settore penale.

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